| Il bioetanolo è un alcool
ottenuto tramite processo fermentazione dei prodotti agricoli ricchi di
carboidrati e zuccheri quali i cereali (mais, sorgo, frumento, orzo), le
colture zuccherine (canna da zucchero, bietola), frutta, vinacce e patate.
Può essere utilizzato come biocarburante al posto della benzina.
Entro il 30% il bioetanolo viene miscelato con la benzina tradizionale senza
particolari accorgimenti tecnici al motore. Non a caso in Brasile il bioetanolo
è utilizzato in forma pura al 100% come sostituto della benzina.
Il bioetanolo può anche essere estratto dalle biomasse di tipo
cellulosico e dai sottoprodotti delle coltivazioni ma al prezzo di un
costo di produzione maggiore. Le principali materie prime finora utilizzate
per la sua produzione restano pertanto i cereali, la canna da zucchero
e le barbabietole. Ogni 100 kg di cereali fermentati si ottengono circa
30 kg di etanolo.
Come tutti i biocarburanti anche il bioetanolo consente la sostituzione
dei carburanti tradizionali (benzina) regalando al paese una maggiore
indipendenza dall'import di petrolio. In ogni caso non ci sono soltanto
aspetti positivi. Per uno sviluppo di massa i biocarburanti come l'etanolo
richiederebbero agevolazioni fiscali per essere competitivi rispetto alle
benzine. Una grande diffusione del bioetanolo come carburante comporta
quindi la riduzione delle entrate fiscali provenienti dalle accise
sui carburanti tradizionali. Su cui molti governi fanno affidamento
per coprire spese pubbliche di ogni tipo. Altri effetti da tenere in conto
riguardano l'impatto sull'agricoltura nazionale. Come ben sappiamo ogni
paese ha un sistema agricolo peculiare e diverso dagli altri.
La scelta tra i biocarburanti e la benzina non è quindi di natura
tecnologica o ecologista bensì prettamente politica.
Ecoage - 11 aprile 2005
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